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UE, prevale l’egoismo: ancora nessuna soluzione

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La riunione di ieri: un nulla di fatto

I capi di Stato dell’Unione Europea si sono riuniti, ieri 26 marzo, in videoconferenza, per la terza volta in tre settimane. Il fine della riunione era quello di trovare gli accordi per una risposta economica comune a tutti i Paesi membri; il risultato finale è però il solito, infatti in UE prevale l’egoismo: ancora nessuna soluzione.

Come conferma ilSole24Ore, I partecipanti alla conferenza telematica hanno deciso di chiedere ai ministri delle Finanze di presentare nuove proposte entro 14 giorni, secondo un lungo comunicato pubblicato proprio a Bruxelles.

Nella dichiarazione finale si leggono le seguenti affermazioni.

Faremo tutto il necessario per affrontare questa sfida in uno spirito di solidarietà. Invitiamo l’Eurogruppo a presentarci proposte entro due settimane. Queste proposte dovrebbero tener conto della natura senza precedenti dello shock Covid-19 che colpisce tutti i nostri paesi e la nostra risposta verrà intensificata, se necessario, con ulteriori azioni in modo inclusivo, alla luce degli sviluppi, e al fine di fornire una risposta globale.

La riunione è stata anche un’occasione utile per ribadire che per ora i governi hanno piena libertà di spendere in deficit, grazie alla clausola d’emergenza del Patto di Stabilità fatta scattare in questi giorni; in particolare lo ha fatto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Sul MES non c’è ancora intesa

Sul MES vi sono pareri ancora molto discordanti fra gli esponenti dei vari Paesi europei. Vi ricordo, infatti, che appena pochi giorni fa, il nostro Presidente del Consiglio, aveva chiesto all’UE di utilizzare il MES senza alcuna condizionalità.

La risposta dei Paesi membri è sempre la stessa: l’organismo intergovernativo della zona euro può prestare denaro agli Stati, ma solo a certe condizioni e in alcuni casi, con un programma economico ben preciso.

Quanto all’ipotesi dei Coronabond, palesata da Conte ed altri premier, è intervenuta la cancelliera tedesca Angela Merkel: “ho spiegato che dal punto di vista tedesco noi preferiamo il MES, in quanto strumento nato per affrontare le crisi”.

Nell’UE prevale continuamente l’egoismo

I Paesi più ricchi dell’UE, non si sono mai fidati a mettere risorse in comune con quelli più “instabili economicamente”. Come affermava l’OMS appena un paio di giorni fa, però, in un momento di crisi planetaria come questo, è assolutamente necessaria ed essenziale una risposta comune da parte dei Paesi membri.

Lasciare la condizionalità sul MES, in questo momento, significherebbe anche imprimere una dose sostanziosa di incertezza nei mercati, che tornerebbero ancora a registrare cali considerevoli. Va infatti ricordato che Piazza Affari (come anche altre delle borse mondiali) ha perso in appena pochi giorni i guadagni dell’ultimo paio d’anni, registrando ad esempio la perdita di 68 miliardi di capitalizzazione in un giorno solo.

Aldilà della borsa, tuttavia, c’è il destino delle nostre aziende e dei nostri lavoratori, oltre a quello di tutti i cittadini. Si consideri, infatti, che lo scopo dei Paesi nordici, è proprio quello di commissionare il debito italiano all’UE, cosicché essa possa gestire le nostre spese.

UE, prevale l'egoismo: ancora nessuna soluzione

Il loro fine sembra essere quello di rendere l’Italia una seconda Grecia, messa in ginocchio dai diktat europei della Troika.

Non è ben chiaro quali siano i guadagni di un’Unione in cui ognuno pensa a sé; oltre all’egoismo c’è anche la volontà di prevalere sull’altro. E’ comprensibile che la Germania non si fidi di un Paese più instabile, ma lo scopo dell’UE dovrebbe essere proprio questo.

Una domanda mi sorge spontanea: se non c’è cooperazione nemmeno fra Paesi membri, qual è il senso dell’Unione Europea?

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