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Sardine, l’emblema del fallimento

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Qual era il loro scopo

Sappiamo esattamente il motivo per il quale sono nate le Sardine, ed è proprio in questo che le riconosco come emblema del fallimento.

La loro nascita aveva l’unico scopo di aiutare il PD nella vittoria delle elezioni regionali in Emilia-Romagna; possiamo girarci intorno finché vogliamo, ma questa è la nuda e cruda verità.

Seguendo questo ragionamento, le Sardine hanno vinto, non hanno fallito, ed effettivamente così è stato. A mio modesto parere, è solamente grazie a loro se la sinistra ha vinto in quell’unica regione. Senza la rinascita di un senso di appartenenza al mondo anti-destra, Salvini e Borgonzoni avrebbero sicuramente “portato a casa” anche l’Emilia-Romagna.

Sardine, l'emblema del fallimento
Vignetta di Natangelo

La sinistra italiana è morta, morta e sepolta. Serviva loro un veicolo che avesse il fine di riportare “a casa” i voti che stavano perdendo. Così è stato, le Sardine hanno invitato le persone in piazza, hanno ridato alla sinistra un soggetto da odiare.

Questo soggetto era Salvini, perfetto per veicolare l’odio della sinistra nei confronti di una figura emblematica di destra. Reputo verosimile che questo movimento giovanile (solo nella facciata) abbia riportato almeno un 10% al Partito Democratico, in appena pochi mesi di vita.

Ovviamente sto parlando dell’Emilia-Romagna, è chiaro che a livello nazionale abbiano comportato ben pochi cambiamenti di equilibrio, se non in un paio di regioni già storicamente schierate a sinistra, come anche la Toscana.

La fine delle Sardine

Sinceramente, riflettendoci, l’ho sempre pensato: una volta raggiunto il loro misero scopo, le Sardine si sarebbero disgregate, tornando ad essere fautori silenti della disfatta del Partito Democratico.

Ricapitoliamo le ultime vicende delle Sardelle (come adoro chiamarle):

  • cacciano diversi membri perché hanno osato esprimere un’opinione diversa dalla massa;
  • vanno ad incontrare i loro amici Benetton;
  • partecipano attivamente ad Amici, in prima serata su Canale 5;
  • fanno pubblicità alle ONG con degli smielati video su Facebook.

I primi segno di disgregazione si sono notati prontamente già dal punto uno; tuttavia hanno decretato la loro morte con il secondo punto.

Incontrarsi con i Benetton, è stato il segno principe del loro schierarsi con i “poteri forti“, quelli tanto combattuti dai centri social e, più in generale, dalla sinistra giovanile.

Mentre schierarsi con le ONG è stata sicuramente un’abile mossa per accaparrarsi nuovi adepti, fare lo stesso con la società del Ponte Morandi, ha causato loro un lento, ma inesorabile declino.

I segni della decadenza

Non essendo un partito, in quanto puramente servi del PD, non ci sono modi particolarmente profondi per notarne la disgregazione. Tuttavia basta osservare i loro canali social, in primis Facebook.

Sardine, l'emblema del fallimento
Sardine con i Benetton

Senza ombra di dubbio continuano ad avere migliaia e migliaia di fedeli seguaci, però ci sono anche un’infinità di nuovi dissidenti. Coloro che fino a ieri le apprezzavano, poi hanno notato i segni della politicizzazione. Proprio in queste persone bisogna indagare per studiare il fallimento delle Sardine.

Un movimento nato da dubbi rapporti con la sinistra italiana ed europea, con chissà quali finanziamenti, capace di raccogliere 100.000 euro in due giorni, come se fossero bruscolini.

Alla fine, per fortuna, questo movimento si disgregherà, proprio per la forte presa di posizione dei numerosi che hanno realizzato i controsensi in essere delle Sardelle; contro i “poteri forti” ieri, per diventare esse stesse “poteri forti”, oggi.

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