Crea sito

MES: un regalo ai tedeschi con i soldi degli italiani

Condividi questo articolo:

Il MES (fino ad ora)

Cos’è il MES?

Il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) è un’organizzazione intergovernativa europea. La sua sede è in Lussemburgo e, come cita ilSole24Ore, è gestito principalmente da tre enti:

  • Un Board of Governors: i ministri finanziari dell’area Euro;
  • Un Board of Directors: i cui membri vengono scelti tra i ministri finanziari;
  • Un direttore generale, tedesco (tanto per cambiare).

Il compito del MES è quello di fornire assistenza finanziaria ai Paesi dell’area Euro che attraversano gravi problemi di finanziamento. L’assistenza viene concessa solo nel caso in cui sia necessaria per salvaguardare la stabilità finanziaria dell’intera area euro e dei membri del MES stesso.

Da quest’ultima frase si evince una prima caratteristica di questo meccanismo, mirato alla salvaguardia degli stati dell’Unione Europea, più che del singolo Paese in difficoltà economico-finanziaria.

MES: un regalo ai tedeschi con i soldi degli italiani

Storia del MES

Il MES è attivo da luglio 2012, e rappresenta un’evoluzione di due precedenti enti:

  • FESF: Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria;
  • MESF: Meccanismo Europeo di Stabilità Finanziaria.
La concessione di aiuti tramite il MES

Tramite il MES, ci sono diversi strumenti utili per concedere aiuti agli Stati in difficoltà. Si passa dalla possibilità di concedere prestiti ai Paesi in difficoltà per consentire un aggiustamento macroeconomico, fino al prestito per la ricapitalizzazione indiretta delle banche.

La prima di queste tipologie, è stata finora utilizzata da Irlanda, Portogallo, Grecia e Cipro; la seconda esclusivamente dalla Spagna.

700 miliardi di euro

IL MES viene finanziato dai singoli Stati membri, con una ripartizione percentuale in base alla loro importanza economica. Per questo motivo, i primi tre stati per finanziamenti diretti al MES sono, in ordine decrescente:

  1. Germania: contributo per il 27.1%, esattamente 27 miliardi di euro;
  2. Francia: contributo per il 20.3%, esattamente 20 miliardi di euro;
  3. Italia: contributo per il 17.9%, esattamente 14.3 miliardi di euro.

L’ammontare complessivo è di 700 miliardi di euro; tuttavia il finanziamento diretto da parte degli Stati ammonta a 80 miliardi di euro. I restanti 620 miliardi possono essere raccolti sui mercati finanziari attraverso l’emissione di bond.

Il nuovo MES

Come avete capito dal primo paragrafo, il MES esiste già da diversi anni; tuttavia il  16 marzo verrà approvata una bozza di modifica, su cui si discute da tempo (circa due anni).

Il motivo di una diatriba così aspra, è dato principalmente da due domande a cui, ovviamente, cercherò di dare una risposta completa, ma anche chiara e comprensibile ai più.

  1. L’Italia avrà modo di attingere al MES?
  2. Se sì, cosa sarà costretta a subire al fine di poterlo utilizzare?
Risposta alla prima domanda: l’Italia avrà modo di attingere al MES?

Il MES prevederà due principali linee di credito: una per gli stati più “ricchi” ed una per quelli più “poveri” (Grecia, Italia, Portogallo, Belgio, Cipro, Francia, Spagna, Austria, Slovenia e Irlanda).

  • La prima si chiama PCCL; per accedervi i Paesi devono soddisfare alcuni criteri. Il criterio più noto è quello del rapporto debito/Pil che deve essere entro il 60%; inoltre si devono impegnare a rispettare il patto di stabilità e crescita. Devono anche avere un debito pubblico sostenibile e l’assenza di problemi di solvibilità bancaria.
  • La seconda si chiama ECCL, ed è riservata ai Paesi che hanno un rapporto debito/Pil oltre il 60%. Il Paese sarà quindi obbligato ad adottare misure correttive per rientrare nei parametri non rispettati ed evitare eventuali difficoltà future per quanto riguarda l’accesso al finanziamento del mercato.

MES: un regalo ai tedeschi con i soldi degli italiani

L’Italia sarà quindi in grado di utilizzare i soldi del MES; tuttavia ho sottolineato il fatto che i Paesi della seconda linea di credito, la ECCL (quindi anche il Belpaese), devono poi impegnarsi ad adottare misure correttive per migliorare la loro situazione.

Il problema si instaura proprio in questa precisa richiesta.

Risposta alla seconda domanda: cosa sarà costretta a subire l’Italia al fine di poter usufruire dei soldi del MES?

Nella riforma che viene proposta emerge in modo implicito ma abbastanza chiaro l’idea che un paese che chiede aiuto al MES debba ristrutturare preventivamente il proprio debito pubblico nel caso in cui non sia ritenuto sostenibile dallo stesso MES.

Le misure correttive da adottare le riassume perfettamente il giornale Tempi: se l’Italia, che ha versato al MES 14.3 miliardi di euro, dovesse avere bisogno in un futuro prossimo di un prestito del MES, non potrebbe ottenerlo a meno che non intervenga selvaggiamente per rendere sostenibile il proprio debito agli occhi dei tecnici del meccanismo.

La ristrutturazione sarebbe una calamità immensa, con distruzione di risparmio, fallimento di banche, disoccupazione, impoverimento della popolazione.

Insomma, si danno gli aiuti, ma li si condizionano alla ristrutturazione del debito.

Il MES come aiuto alle banche tedesche

Tra le principali modifiche al MES, che verranno approvate il prossimo 16 marzo, c’è anche il cosiddetto backstop, ossia la possibilità di utilizzare il MES come fondo per le risoluzioni bancarie.

Il MES ha dunque la possibilità di intervenire nelle crisi banco-sovrane come fu quella del 2010 in Grecia; tuttavia abbiamo poc’anzi parlato delle norme che uno Stato aderente alla seconda linea, dovrebbe subire in caso di richiesta d’aiuto al Meccanismo.

MES: un regalo ai tedeschi con i soldi degli italiani

Questo non vale per gli stati più ricchi come la Germania; cosa dire delle banche tedesche a tal proposito? Come cita AffariItaliani, il problema è che il sistema bancario tedesco, nonostante 240 miliardi di euro di aiuti pubblici ottenuti nel corso degli anni,resta molto più “malato” di quello italiano.

Questo ci fa capire, indiscutibilmente, che in caso di una crisi delle banche tedesche (non così improbabile dati gli ultimi sviluppi), la Germania potrebbe attingere senza grosse difficoltà alla prima linea di credito del MES. Quindi, senza ristrutturare il suo debito (in quanto non ne avrebbe bisogno), accederebbe ad una parte dei 700 miliardi di euro.

Quanto sopra, ripeto, non vale per l’Italia e per tutti gli stati che hanno un rapporto debito/Pil superiore al 60%, che quindi non riuscirebbero ad accedere a tale fondo salva-banche senza sottostare a precisi diktat europei.

Accettando il MES si tradiscono gli italiani

Concludo l’articolo con una frase, secondo me molto incisiva, dell’economista Giampaolo Galli:

Il MES è un colpo di pistola a sangue freddo alla tempia dei risparmiatori, una sorta di bail-in applicato a milioni di risparmiatori.

 

 

Condividi questo articolo:

Un commento su “MES: un regalo ai tedeschi con i soldi degli italiani

  • 13 Marzo 2020 alle 10:07
    Permalink

    Ok, supponiamo che il Mes sia una fregatura, il backstop forse lo e’, se ITALY dice no , DEVE USCIRE DA Eu?

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *