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La nuova Italia che prova a (ri)partire

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Le prospettive economiche e sociali del nostro Paese dopo la fine del lockdown

Il Covid-19, oltre ai danni sanitari, ha provocato una grave crisi alle imprese, specialmente quelle piccole e medie che rappresentano la stragrande maggioranza di esse a livello nazionale. Gli imprenditori sono stati obbligati ad una chiusura forzata e, come ormai è noto a tutti, gli strumenti di assistenza del Governo hanno tardato ad arrivare e in molti casi sono stati insufficienti.

Ovviamente è stato fatto un paragone con le altre Nazioni (Germania ed USA principalmente) che ha rimarcato ulteriormente i problemi di cui sopra, nonostante membri dell’esecutivo stiano affermando che anche all’estero ci siano difficoltà. Quello che possiamo affermare anche senza un’ approfondita analisi è che le politiche statunitensi (“helicopter money”) e tedesche (contributi a fondo perduto alle aziende) hanno ridotto la paura e la preoccupazione per il futuro dei propri cittadini; situazioni ben lontane da quelle del nostro Paese dove qualcuno si è dovuto accontentare di 600 euro o poco più. Inoltre, lo stato di disperazione ha portato anche a suicidi, dettati appunto dall’incapacità di sopperire alle difficoltà economiche. Ciò testimonia come, questo virus, oltre che alcuni contagiati in modo diretto, possa uccidere anche in modo indiretto.

La nuova Italia che prova a (ri)partire

Quale futuro si prospetta?

Le stime sulle riaperture ci mostrano uno scenario gravissimo: oltre il 30% delle attività non riapriranno. Ripetiamo che sono soltanto delle stime, ma passeggiando per le nostre città possiamo notare come effettivamente molti negozi abbiano ancora la saracinesca serrata.

Altra questione che in questi primi giorni di riaperture è saltata all’occhio è quella del rincaro dei prezzi: caffè, taglio di capelli e generi alimentari sono solo alcuni dei beni e servizi che oggi potremmo trovare a costi elevati; questo però non è dovuto a un volere dei commercianti, bensì alla (comprensibile) necessità di aumentare il guadagno per sostenere oltre due mesi di chiusure, dunque di guadagno zero, per continuare ad acquistare prodotti di sanificazione e per non risentire eccessivamente della riduzione degli spazi, mentre rate e bollette sempre puntualissime hanno continuato a presentarsi inesorabilmente.

Nel nostro piccolo ognuno di noi può fare un’azione fondamentale: comprare italiano per sostenere le nostre attività, altrimenti in futuro saranno le multinazionali (con sede all’estero) a fornirci ciò che ci serve per vivere.

 

Alessio Codispoti

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