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Il giornalismo tedesco che prende in giro l’Italia

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La pagina del Bild

Ieri mattina ci siamo svegliati con la sorpresa di una intera pagina della Bild Zeitung dedicata all’Italia, il “Paese più colpito dal Coronavirus”. Il Bild è uno dei più grandi quotidiani tedeschi, fondato nel 1952 da Axel Springer. Diffuso anche nel resto di Europa, ha una tiratura giornaliera di oltre 5 milioni di copie.

Il giornale tedesco ha dedicato una pagina di solidarietà apparente nei confronti del Belpaese, colpito molto duramente dall’epidemia di Covid-19. L’articolo può essere letto in italiano, integralmente, cliccando qui; ad ogni modo vi riporto qualche frase, giusto per rendere l’idea di quale sia il tenore d’insieme.

Il giornalismo tedesco che prende in giro l'Italia

L’iniziale solidarietà

“Piangiamo insieme a voi i vostri morti. Vi siamo vicini in questo momento di dolore perché siamo come fratelli.”. Questa è l’apertura dell’articolo, e sembra trasmettere solidarietà al popolo italiano.

Una solidarietà che, fino a oggi, è sempre mancata da parte dei Nord Europei. Il Covid-19 è stata dall’inizio una “cosa” lontana per loro, non hanno mai avuto bisogno di interessarsene fino in fondo. Dopotutto l’epidemia si è sviluppata in Italia (ufficialmente), quindi è bastato chiudere le frontiere e requisire mascherine per poter stare tranquilli.

Questo tipo di politica estera ha funzionato fino a quando il Coronavirus non ha invaso non solo l’Italia e la Cina, ma l’intero globo, compresi i ricchi Nord Europei. A questo punto si è cominciato a parlare di patto di stabilità, di MES, di Eurobond, di Coronabond, di prestiti, di bazooka finanziari, e così via.

Ammettono che si sono rialzati dalla Grande Guerra solo grazie a noi

“Ci avete aiutato a far ripartire l’economia, siamo con voi”. Questo è un chiaro riferimento a ciò di cui vi ho parlato in un altro articolo (che potete leggere cliccando qui): l’accordo di Londra del 1953, con il quale 21 Paesi europei, compresa l’Italia, tagliarono il debito tedesco permettendo a Berlino Ovest di rialzarsi dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Almeno in questo caso, ammetto che il Bild ha ragione; se non avessimo fatto questo regalo alla Germania, nel lontano 1953, quasi sicuramente non si sarebbe rialzata così, e tantomeno con una tale velocità. Avrebbe dovuto concludere (in sessant’anni) di pagare per intero i debiti di Guerra.

Tuttavia questa frase risulta ancor maggiormente una presa in giro nei nostri confronti, perché pronunciata nella settimana che dovrebbe condurre a un accordo sugli aiuti UE, con Angela Merkel che finora ha rigettato l’ipotesi Coronabond chiesti da Giuseppe Conte insieme a Emmanuel Macron, Pedro Sanchez e altri leader degli Stati dell’Unione.

Furbi questi tedeschi: da una parte ammettono che è solo grazie a noi se si sono rialzati, dall’altra sono ben fieri di non aiutarci nel momento del bisogno.

L’Italia della Dolce Vita: un testo pieno di rivoltanti stereotipi

La parte centrale è tremendamente banale. Il solito elenco di luoghi comuni: il tiramisù, Rimini, Capri, la Toscana, Umberto Tozzi e Paolo Conte. Il desiderio di essere come noi, grazie alla nostra “rilassatezza, bellezza, passione”. La bravura nel cucinare, la pasta, il Campari, la dolce vita, manca solo il mandolino.

La dolce vita. Per questo vi abbiamo sempre invidiato.

Questa è una frase rivoltante che ho letto con totale disgusto. La Dolce Vita? Ovviamente l’idea di fondo è quella per cui in Italia sia tutto uno spasso, una perenne vacanza trascorsa fra le gondole di Venezia e le discoteche di Rimini; fra gli spaghetti dei vicoli romani ed il mare della Sardegna.

No, cari tedeschi. In Italia c’è gente che lavora, e tanta.

Il mare del Sud Italia, le Dolomiti del Trentino, le storiche aziende della Pianura Padana, e così via. Mi fermo perché se dovessi citare ogni cosa mi servirebbe un libro, non un breve articoletto amatoriale.

La Dolce Vita la fanno i turisti che siamo felici di accogliere, a milioni, ogni anno. Qua si lavora, da sempre, e sarà sempre così.

Una sterile conclusione

Siete sempre nei nostri pensieri. Ce la farete. Perché siete forti. La forza dell’Italia è donare l’amore agli altri. Ciò vi aiuterà a uscire da questa crisi. Ciao, Italia. Ci rivedremo presto. A bere un caffè, o un bicchiere di vino rosso. In vacanza oppure in pizzeria.

Solo io ho notato la totale assenza di riferimenti alla solidarietà europea? Sono l’unico a non vedere alcun rimando ad un eventuale risposta unitaria dei Paesi membri?

“Ce la farete. Perché siete forti.”. Da soli, senza nessun aiuto, come sempre.

Ce la faremo perché abbiamo una grande forza di volontà, voglia di ripartire e di lavorare, e questo lo sapevamo già.

Nessun accenno alla minaccia contro la casa comune, l’Europa. Nessun accenno ad un eventuale aiuto di coloro che sono meno in difficoltà, alla famosissima solidarietà fra popoli europei.

Quest’articolo è l’emblema dell’Unione Europea, un qualcosa di bellissimo a parole, ma totalmente inutile nei fatti concreti.

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2 commenti su “Il giornalismo tedesco che prende in giro l’Italia

  • 4 Aprile 2020 alle 10:27
    Permalink

    Se non lo fa Conte ora lo fara’ Salvini piu tardi, uno schiaffo in faccia all’ Italia non si perdona.

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  • 3 Aprile 2020 alle 13:08
    Permalink

    NON CI SONO PAROLE, DICO PAROLACCE ?, MA NEANCHE LO SFORZO, NON VALE LA PENA. Faccio presente che non sono pro all’uscire dall’Europa (ora non unita) per molti motivi che non sto qui ad elencare. Ma oggi l’atteggiamento della Germania è insostenibile e sarei più d’accordo a buttar fuori la Germania dall’Unione che noi uscire, magari creare asse con i Paesi più bisognosi, come Spagna Grecia Portogallo e tanti (purtroppo) che non eccellano per ricchezza. Ho lavorato anni al Parlamento Europeo lasciando quel posto a Luxembourg le prime opinioni nel lontano 1980 furono la convinzione che avremmo avuto un giorno un passaporto europeo, una moneta unica ma null’altro sarebbe mai stato realizzato. Il tempo mi ha dato ragione, mi dispiace ma conoscere le varie etnie, lavorarci trascorrenre ore e ore insieme mi hanno convinto che le culture non le cambi non le attenue devi solo avere la CAPACITA’ di integrarle o creare una nuova cultura (passatemi il termine) sotto al quale tutti i paesi di sarebbero riconosciuti uniti. Sicuramente il 2020 sarà l’anno della verità, questa prova sarà dura, la salute dovrebbe andare oltre qualsiasi interesse, tanto più del vil denaro. Che tristezza, ci stiamo giocando un’intera generazione qualcuno l’ha capito???? Grandi uomini ve ne siete accorti che tutto quello che avete fatto fino ad oggi risulta INUTILE come la vostra esistenza ?. Gente che muore, soffre implora nelle proprie religioni…..ricordate siano tutti sotto lo stesso tetto e se questo virus ha dichiarato la 3 terza guerra mondiale (perchè di questo si tratta) qualcuno disse la terza guerra non so come sarà fatta ma la 4 con le clave. Grazie grandi uomini, la vostra intelligenza e cultura ci ha portati TUTTI a questo risultato. Io nasco in un Paese di cui non vado molto orgogliosa, la Svizzera che non ha dato niente al mondo anzi ha vissuto, campato sui soldi del resto del mondo, non ha partecipato a nessuna guerra non ha difeso nessuno, ancora ci stiamo chiedendo se mai la croce rossa ha a che fare con loro visto che la bandiera differisce per posizione di colori, ah dimenticato qualcosa ci hanno dato il Gugliemo Tell, dai che culo!!!!!!! Arrivata in Italia nel lontano 67 e ancora oggi dico GRAZIE ITALIA CHE MI HAI ADOTTATO – ORGOGLIOSA OGGI (dopo 55 anni) DI ESSERE ITALIANA. Ce la faremo, non so in che condizioni ma a testa alta e coscienza pulita, cosa che la Germania non avrà mai con il suo passato e ora con il suo presente.

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