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Alcuni Comuni hanno rimosso la bandiera dell’UE

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Sindaci e Consigli Comunali coraggiosi

Negli ultimi giorni il malcontento generale nei confronti dell’Unione Europea si è concretizzato, tant’è vero che alcuni Comuni hanno rimosso la bandiera dell’UE.

L’ultimo caso viene dall’Abruzzo dove, come cita l’ANSA, è stata ammainata la bandiera blu dell’Unione Europea che si trova insieme a quella della regione e dell’Italia all’ingresso di palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio Regionale abruzzese all’Aquila, dove è in programma la seduta chiamata a varare misure economiche per contrastare la emergenza Coronavirus.

Quando l’Europa tornerà ad essere la Patria che abbiamo sognato per tutti i popoli, anche la sua bandiera in Consiglio regionale tornerà alla stessa altezza di quella Italiana.
Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio d’Abruzzo

La citazione di Sospiri è davvero emblematica, e rende perfettamente l’idea della delusione che si cela nel cuore degli italiani. Come lui hanno fatto anche il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, e quello di Limone Piemonte, Massimo Riberi.

Come cita sempre l’ANSA in un altro articolo, il tutto è partito dal vicepresidente della Camera dei Deputati, Fabio Rampelli. Ha infatti deposto la bandiera UE dal suo studio di Montecitorio. “Forse ci vediamo dopo, forse“, dice al termine del video, trasmesso sul suo profilo Facebook, rivolgendosi al vessillo appena ripiegato.

E’ il sintomo di un sentimento diffuso

Rampelli, Colonna, Riberi e Sospiri, non hanno fatto altro che dare una forma concreta al malcontento generale che si sta sviluppando nel nostro Paese; è infatti clamorosa la creazione di un gruppo Facebook chiamato StopEuropa, che ha raggiunto 950.000 iscritti in appena un paio di settimane.

Quasi un milione di persone, insomma non stiamo parlando di bruscolini.

E questa è solo la punta dell’iceberg, perché dietro ad un numero così elevato di euroscettici, si cela una classe politica altrettanto restia ad accogliere i diktat europei; io non credo, infatti, che tutti i partiti italiani siano particolarmente in linea con le scelte dell’UE delle ultime settimane. Una prova di ciò è data dal fatto che anche Conte si sta ribellando ad alcune di queste norme assurde: un esempio è il MES, al quale il Premier si sta dimostrando contrario (almeno in questo momento).

Alcuni Comuni hanno rimosso la bandiera dell'UE

Siamo di fronte ad un’Unione che ha aspettato che venissero coinvolte anche Germania e Francia, prima di mettere da parte il patto di stabilità; un’Unione i cui Paesi vogliono processare Italia e Spagna per non aver risparmiato quando avrebbero potuto e dovuto.

Insomma, l’UE si chiama Unione solo sulla carta, mentre nei fatti si tratta di un sistema germanocentrico, in cui tanti piccoli Paesi ruotano attorno agli stessi due (o uno, o tre, dipende dai casi), che possono permettersi il lusso di comportarsi da padroni incontrastati.

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